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Domenica20 Maggio 2012

Orientamento scolastico e professionale

L’orientamento ha come obiettivo quello di supportare chi deve operare delle scelte importanti che possono influenzare il resto della vita, come quelle relative a percorsi scolastici o formativi di vario livello.

La tematica dell’orientamento è centrale in tutti gli anni, nelle scuole medie sia inferiori sia superiori, e si focalizza come supporto alla scelta formativa e professionale degli alunni.

Attraverso un progetto di orientamento scolastico, è possibile far acquisire all’alunno non solo la consapevolezza delle proprie competenze, delle proprie abilità e dei propri interessi, ma anche la consapevolezza dell’importanza di “orientarsi” verso scelte che possano valorizzare queste competenze e che possano rispecchiare i propri interessi.

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Bullismo

Bullismo

Il bullismo è un fenomeno visibile nell'ambiente scolastico dove sempre più ragazzi sono perseguitati dai compagni con battute e scherzi pesanti.

Diverse indagini hanno mostrato che in Italia il fenomeno è grande come negli altri paesi europei e può avere gravi conseguenze sia per le vittime che per i prepotenti:

  • i bulletti hanno più probabilità da adulti di acquisire comportamenti antisociali;
  • chi ha sperimentato a lungo il ruolo di vittima potrà avere pesanti conseguenze a livello dell'autostima e correre il rischio di abbandono scolastico.

Per agire su un problema come il “bullismo” bisogna partire ricostruendo in maniera sana quella che ne è la radice: la relazione.

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Comportamento alimentare

Una  corretta alimentazione  rappresenta un obiettivo di prevenzione primaria.

È noto infatti che l' obesità e i disturbi del comportamento alimentare , come anoressia bulimia nervosa , sono in aumento fra i bambini e gli adolescenti. La diffusione di queste patologie, tipiche dei paesi industrializzati, è costantemente in crescita anche nella popolazione adulta e sembra che i giovani in sovrappeso o obesi abbiano un  maggior rischio di cronicizzazione in età adulta.

“Sovrappeso", "obesità", "anoressia", "bulimia", sono termini che fanno parte del linguaggio comune e la  televisione  e i giornali  diffondono notizie che riguardano soprattutto le conseguenze drammatiche di tali patologie, senza peraltro affrontare in modo ampio e comprensibile gli aspetti causali e preventivi.

Si parla infatti troppo poco di  prevenzione , anche perché i semplici tentativi di carattere informativo, basati sui consigli o sulla descrizione degli effetti gravi dei disturbi, non risultano essere una prevenzione efficace; già da alcuni anni dunque noti studiosi hanno elaborato nei diversi paesi occidentali programmi di prevenzione che hanno come obiettivo la realizzazione di una buona armonia fra corpo, autostima e alimentazione. Si è infatti visto che una buona conoscenza dei principi alimentari e del proprio corpo fin dall'infanzia, unita all'incremento dell'autostima e all'assunzione di comportamenti più salutari (attività fisica moderata etc.), sono in grado di ridurre sensibilmente la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare e dell'obesità.

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Disturbi d'ansia

Stati di timore o di apprensione fanno parte del normale sviluppo emotivo del bambino e la loro presenza non è segno di patologia.

In molte circostanze di vita del bambino segni di apprensione sono, anzi, reazioni di un processo di adattamento.

Quando invece i segni di apprensione e timore sono ripetuti nel tempo, ingiustificati dall’assenza di uno stimolo specifico, accompagnati da evidenti reazioni fisiche, si è di fronte ad un bambino con Disturbo d’Ansia.

I Disturbi d’ansia rappresentano probabilmente la psicopatologia più diagnosticata nell’età evolutiva (colpiscono circa il 10 % della popolazione pediatrica) e sono caratterizzati dalla comparsa, nell’arco di più di 6 mesi, di ansia e preoccupazione eccessiva che rendono il bambino e l’adolescente inabile per un periodo prolungato.

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Depressione

 

depressione

 

Per il bambino e per l’adolescente eventi stressanti di vita, come una malattia personale o di una persona cara, un ambiente domestico disagiato, un disadattamento scolastico, un lutto o una separazione, possono determinare un  umore depresso, che è uno stato di profonda infelicità e senso di disforia diverso dalla tristezza.

I sintomi dell’umore depresso possono essere:

-          comportamenti regressivi,

-          apatia e rallentamento motorio

-          lamentele somatiche

-          difficoltà scolastiche

-          difficoltà nel sonno

-          difficoltà nell’alimentazione

Spesso l’umore depresso si associa a stili negativi di pensiero, suscitando sentimenti di scarsa autostima,  senso di colpa, visione negativa del mondo e del futuro, fino a tendenze suicide.

 

Da un punto di vista clinico  questi sintomi corrispondono ad un Episodio Depressivo.

-          Quando si verifica almeno un Episodio Depressivo completo dalla durata di  due settimane, il bambino o l’adolescente ha un Disturbo Depressivo.

-          Quando invece l’Episodio Depressivo è ricorrente per 12 mesi si parla di Disturbo Distimico. Esso è molto frequente preso gli adolescenti .

 

L’adolescenza di per sé, rappresenta un periodo molto particolare, in cui è ricorrente trovare segni di tristezza e apatia. Quando però questi sono ripetitivi e il ragazzo è costantemente cupo, triste e infelice, è consigliabile la consulenza con un esperto.

 

 

Cosa fare?

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Aiutare un bambino o un adolescente triste significa :

-   guidarlo a diventare consapevole delle sue emozioni e dei suoi pensieri

-  sostenerlo nella ristrutturazione del suo pensiero negativo e dell’immagine negativa di sé

-        ampliare le situazioni piacevoli e  le competenze relazionali

-         insegnargli a rilassarsi come a divertirsi

 

Il trattamento psicologico è deciso in base ai bisogni e alle caratteristiche del caso.

 

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