Orientamento scolastico e professionale
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- Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:33
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L’orientamento ha come obiettivo quello di supportare chi deve operare delle scelte importanti che possono influenzare il resto della vita, come quelle relative a percorsi scolastici o formativi di vario livello.
La tematica dell’orientamento è centrale in tutti gli anni, nelle scuole medie sia inferiori sia superiori, e si focalizza come supporto alla scelta formativa e professionale degli alunni.
Attraverso un progetto di orientamento scolastico, è possibile far acquisire all’alunno non solo la consapevolezza delle proprie competenze, delle proprie abilità e dei propri interessi, ma anche la consapevolezza dell’importanza di “orientarsi” verso scelte che possano valorizzare queste competenze e che possano rispecchiare i propri interessi.
Bullismo
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- Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:31
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Il bullismo è un fenomeno visibile nell'ambiente scolastico dove sempre più ragazzi sono perseguitati dai compagni con battute e scherzi pesanti.
Diverse indagini hanno mostrato che in Italia il fenomeno è grande come negli altri paesi europei e può avere gravi conseguenze sia per le vittime che per i prepotenti:
- i bulletti hanno più probabilità da adulti di acquisire comportamenti antisociali;
- chi ha sperimentato a lungo il ruolo di vittima potrà avere pesanti conseguenze a livello dell'autostima e correre il rischio di abbandono scolastico.
Per agire su un problema come il “bullismo” bisogna partire ricostruendo in maniera sana quella che ne è la radice: la relazione.
Comportamento alimentare
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- Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:29
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Una corretta alimentazione rappresenta un obiettivo di prevenzione primaria.
È noto infatti che l' obesità e i disturbi del comportamento alimentare , come anoressia e bulimia nervosa , sono in aumento fra i bambini e gli adolescenti. La diffusione di queste patologie, tipiche dei paesi industrializzati, è costantemente in crescita anche nella popolazione adulta e sembra che i giovani in sovrappeso o obesi abbiano un maggior rischio di cronicizzazione in età adulta.
“Sovrappeso", "obesità", "anoressia", "bulimia", sono termini che fanno parte del linguaggio comune e la televisione e i giornali diffondono notizie che riguardano soprattutto le conseguenze drammatiche di tali patologie, senza peraltro affrontare in modo ampio e comprensibile gli aspetti causali e preventivi.
Si parla infatti troppo poco di prevenzione , anche perché i semplici tentativi di carattere informativo, basati sui consigli o sulla descrizione degli effetti gravi dei disturbi, non risultano essere una prevenzione efficace; già da alcuni anni dunque noti studiosi hanno elaborato nei diversi paesi occidentali programmi di prevenzione che hanno come obiettivo la realizzazione di una buona armonia fra corpo, autostima e alimentazione. Si è infatti visto che una buona conoscenza dei principi alimentari e del proprio corpo fin dall'infanzia, unita all'incremento dell'autostima e all'assunzione di comportamenti più salutari (attività fisica moderata etc.), sono in grado di ridurre sensibilmente la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare e dell'obesità.
Disturbi d'ansia
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- Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:18
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Stati di timore o di apprensione fanno parte del normale sviluppo emotivo del bambino e la loro presenza non è segno di patologia.
In molte circostanze di vita del bambino segni di apprensione sono, anzi, reazioni di un processo di adattamento.
Quando invece i segni di apprensione e timore sono ripetuti nel tempo, ingiustificati dall’assenza di uno stimolo specifico, accompagnati da evidenti reazioni fisiche, si è di fronte ad un bambino con Disturbo d’Ansia.
I Disturbi d’ansia rappresentano probabilmente la psicopatologia più diagnosticata nell’età evolutiva (colpiscono circa il 10 % della popolazione pediatrica) e sono caratterizzati dalla comparsa, nell’arco di più di 6 mesi, di ansia e preoccupazione eccessiva che rendono il bambino e l’adolescente inabile per un periodo prolungato.
Depressione
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- Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:16
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Per il bambino e per l’adolescente eventi stressanti di vita, come una malattia personale o di una persona cara, un ambiente domestico disagiato, un disadattamento scolastico, un lutto o una separazione, possono determinare un umore depresso, che è uno stato di profonda infelicità e senso di disforia diverso dalla tristezza.
I sintomi dell’umore depresso possono essere:
- comportamenti regressivi,
- apatia e rallentamento motorio
- lamentele somatiche
- difficoltà scolastiche
- difficoltà nel sonno
- difficoltà nell’alimentazione
Spesso l’umore depresso si associa a stili negativi di pensiero, suscitando sentimenti di scarsa autostima, senso di colpa, visione negativa del mondo e del futuro, fino a tendenze suicide.
Da un punto di vista clinico questi sintomi corrispondono ad un Episodio Depressivo.
- Quando si verifica almeno un Episodio Depressivo completo dalla durata di due settimane, il bambino o l’adolescente ha un Disturbo Depressivo.
- Quando invece l’Episodio Depressivo è ricorrente per 12 mesi si parla di Disturbo Distimico. Esso è molto frequente preso gli adolescenti .
L’adolescenza di per sé, rappresenta un periodo molto particolare, in cui è ricorrente trovare segni di tristezza e apatia. Quando però questi sono ripetitivi e il ragazzo è costantemente cupo, triste e infelice, è consigliabile la consulenza con un esperto.
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Cosa fare?
Aiutare un bambino o un adolescente triste significa : - guidarlo a diventare consapevole delle sue emozioni e dei suoi pensieri - sostenerlo nella ristrutturazione del suo pensiero negativo e dell’immagine negativa di sé - ampliare le situazioni piacevoli e le competenze relazionali - insegnargli a rilassarsi come a divertirsi
Il trattamento psicologico è deciso in base ai bisogni e alle caratteristiche del caso.
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